mercoledì 12 maggio 2010

Fantomatica Sicurezza Gas!

Trovo veramente sconcertante che nel 2010 gli utenti Gas ignorino completamente le normative basilari sulla sicurezza degli impianti domestici, seppur ampiamente spiegate dal sottoscritto prima di eseguire un lavoro. Questo vale anche per vecchi impianti, modificati e ristrutturati.

Pensare che ad esempio l'obbligo dell' apertura di ventilazione, quando è installata una cucina a gas o altro apparecchio, esiste dal lontano 1972!!

Molto spesso la gente è convinta che basta sostituire il tubo gomma gas cucina o rubinetto per essere a norma, cade dalle nuvole quando gli si spiega che la presenza della ventilazione ben dimensionata in base ai kW di potenza degli apparecchi, è assolutamente necessaria per garantire la SICUREZZA! non meno importante è la tenuta dell'impianto e l'aerazione ossia lo scarico fumi e vapori di cottura degli apparecchi.

Continuo a sostenere che molti installatori negli ultimi 40 anni hanno sorvolato queste elementari norme sulla sicurezza, il motivo credo sia per non porsi in contrasto con i clienti e per velocizzare il lavoro pensando quasi solo al denaro.

Chissa se tutto ciò cambierà, in teoria dovrebbe a breve visto la delibera 40/2004 per la parte impianti esistenti ma la reltà politica italiana insegna di non aspettarsi nulla di concreto.

Mi piacerebbe sentire il pensiero di utenti e installatori a riguardo.

giovedì 1 aprile 2010

Norma per tubi Gas a pressare installati all'interno delle abitazioni

Finalmente da qualche mese è stata pubblicata la specifica tecnica UNI TS 11343 che fissa i criteri di installazione delle tubazioni in multistrato.

In realtà il problema era stato affrontato anni fa come riporta il CIG:
"In particolare con la pubblicazione delle specifiche tecniche di prodotto e installazione sul
sistema di tubi multistrato, auspicate dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stato risolto un
annoso problema che ha dato origine a molte controversie di carattere legale e tecnico.
La preparazione delle specifiche tecniche sul sistema di tubi multistrato, ha richiesto un
notevole sforzo tecnico per l’acquisizione di esperienze scientifiche specifiche, che sono state
recepite nelle prescrizioni di merito."

L'articolo completo lo trovate qui.

venerdì 29 gennaio 2010

GT Giornale del Termoidraulico

Con orgoglio che segnalo il mio primo articolo su un giornale del settore, il GT Giornale del Termoidraulico, nel link del sito se non ci si abbona non è scaricabile e leggibile per cui riporto il testo qui sotto.

Scaldabagni, caos normativo e incompetenza professionale
Premessa. Il presente servizio è stato scritto prima della pubblicazione della nuova versione della UNI 7129:2008 ma, data l'attualità dell'argomento, lo proponiamo con tutti gli aggiornamenti del caso. o caldaie purché rispettino taluni requisiti, non si può constatare altrettanto con i decreti legislativi emanati negli ultimi anni.

La definizione di impianto termico
In particolare, esaminando il D.L.19 agosto 2005 n. 192 integrato con il D.L. 29 dicembre 2006, n. 311 dove al punto 14 recita: "l'impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali:



Più chiarezza per chi installa
L'articolo nasce da una personale ricerca/indagine relativa all'installazione degli scaldabagni a gas visto lo spregiudicato montaggio "in tutte le salse" senza rispettare né misure riguardo il percorso dei fumi e tanto meno luoghi d'installazione, senza parlare di fasulle, incomplete o inesistenti dichiarazioni di conformità impianti. Entriamo nel merito: appurato che la norma UNI 7129:2001 consente lo scarico a parete (nella versione 2008 si raccomanda lo scarico a tetto tranne nei casi di impossibilità) di apparecchi di tipo B e C indipendentemente che siano scaldabagni

stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato a energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW". Da qui si evince che un normale scaldabagno data la potenza minima di circa 22 kW, rientrerebbe nel contesto di impianto termico e di conseguenza deve scaricare al tetto. Certo che se fosse così non sarebbe più a norma e certificabile alcun impianto installato dopo il 2005, nel caso specifico appunto degli scarichi a parete degli scaldabagni tipo C pur rispettando la norma UNI 7129/2001 etc., un'assurdità - a mio parere ­ per la quale il legislatore in ambito europeo e italiano non ha sufficientemente tenuto conto delle realtà e problematiche presenti in Italia.

Iniziativa sulla Sicurezza degli impianti GAS domestici inferiori a 34,8 kW

Oltre 1 anno fa optai per sposare questa iniziativa sperando nella svolta in materia di sicurezza impianti gas ma purtroppo ho dovuto ricredermi in quanto ho ricevuto solo 2 richieste nonostante la verifica fosse totalmente gratuita, segno evidente che nulla importa alle persone e probabilmente vi è stato uno scarso supporto pubblicitario e mediatico nella città di Torino da parte degli organizzatori.

Come molto spesso accade si è tutti pronti a giudicare e condannare quando avvengono le disgrazie altrui cercando un capro espiatorio ma in casa propria pochi danno il giusto peso alla sicurezza degli impianti gas, anche se non mi compete ritengo valga lo stesso concetto per gli impianti elettrici.

Qual'è la situazione oggi per gli impianti Gas esistenti?

In attesa che il governo emani il decreto attuativo o dir si voglia della famosa e discussa delibera 40/04, non mi stancherò mai di far presente ai clienti, di cui aimè molti fanno orecchio di mercante, che quando uscirà il testo sarà confusione totale.
A cosa mi riferisco? beh, alla parte impianti gas esistenti dato che per quelli modificati, ristrutturati con riattivazione del contatore gas e nuovi esiste già la procedura d'obbligo invio della Dichiarazione di Conformità alla società fornitrice Gas del caso, pena la chiusura del contatore Gas dando però diversi giorni di tempo per adeguarsi con i documenti e di conseguenza far eseguire quelle opere minime di cui alla UNI CIG 7129/2008.
Ricordo che c'era già nel 1998 con il Dpr 218 (anche se c'è stato un problema di termini di pubblicazione come è noto agli esperti) il termine utile per adeguare gli impianti gas esistenti ma è stata ampiamente disattesa da molti utenti e installatori.
Sono passati ormai 5 anni da quando Italgas Torino e AES torino avevano organizzato un corso di aggiornamento informativo circa questa fantomatica delibera, a dire che vi hanno partecipato centinaia di ditte installatrici ma ho seri dubbi che tutti abbiano nel tempo e stiano informando i loro clienti e sopratutto operando in modo responsabile poichè delibera a parte l'obbligo della Dicharazione di Conformità esiste dal 1990 con la ex legge n.46 sulla sicurezza e ora sostituita dal Dgls 37/2008 ove per altro ci sono delle specifiche aggiuntive.

Approfondimenti Qui

giovedì 28 gennaio 2010